Piacenza, carabinieri arrestati. Il maresciallo Orlando non risponde al gip. Lo sfogo: «In 30 anni mai avuta una sanzione»

La mascherina anti covid riesce a contenere e a nascondere a fatica l’irritazione del maresciallo Marco Orlando mentre esce dal palazzo di giustizia di Piacenza dopo che qualche minuto prima si avvalso della facolt di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia dell’inchiesta che ha travolto e chiuso la caserma Levante dei carabinieri che il graduato comandava fino a marted scorso. Dopo trenta anni di onorata carriera come posso stare?, sussurra a chi gli chiede come si senta dopo essere stato posto agli arresti domiciliari dal gip Milani accusato di reati gravi. Non ho mai avuto una sanzione disciplinare in 30 anni, continua a ripetere dando l’impressione, molto evidente, di essere stato psicologicamente travolto dall’indagine della Procura diretta da Grazia Pradella che ha portato, oltre al suo, l’unico ai domiciliari, all’arresto di altri cinque carabinieri della Levante che ha comandato fino a marted scorso, quando la Guardia di finanza ha bussato alla porta per perquisirgli la casa, facendo scattare i domiciliari .

La difesa del maresciallo al momento preferisce stare a guardare la piega che prendono le indagini dei pm Antonio Colonna e Matteo Centini. In questa fase abbiamo preferito non rispondere, valuteremo se essere sentiti pi avanti, dichiara il legale del maresciallo, l’avvocato Antonio Nicoli sotto il sole cocente di questa fine di luglio piacentina. Gli arresti domiciliari impediscono ad Orlando di parlare, ma quando gli si chiede delle feste, e dei festini a base di droga e sesso con trans e prostitute, che si svolgevano nella Levante, secondo quanto riportato nelle carte dell’indagine, il maresciallo non riesce a trattenersi: Ma quali feste….

Stamattina il procuratore Pradella ha rimosso i sigilli che certificano il sequestro della caserma di via Caccialupo per fare un sopralluogo al suo interno. Per domani era previsto che i Ris dei Carabieniri svolgessero all’interno dello stabile, che si trova nel centro di Piacenza, una serie di accertamenti tecnici per verificare la presenza di tracce biologiche, sangue in particolare, di persone che sono state picchiate all’interno dai carabinieri che, secondo l’accusa, facevano capo all’appuntato Giuseppe Montella, anche lui arrestato e considerato il perno sul quale ruota questa brutta vicenda. La Procura, inoltre, vuole esaminare tutta la documentazione che si trova negli uffici della caserma per accertare se gli episodi di arresti illegali, tortura (in riferimento al pestaggio di un nigeriano accusato di spaccio di droga) si siano ripetuti anche prima dello scorso mese di gennaio, quando sono partite le indagini e il captatore informativo inoculato nel cellulare di Montella ha cominciato a registrare in diretta. L’esame dei Ris, per, sar rinviato. L’ avvocato dell’appuntato Angelo Esposito, un altro dei carabinieri arrestati, ha chiesto l’esecuzione di un incidente probatorio, che prevede la presenza dei consulenti degli indagati. Il gip, di conseguenza, dovr avvisare tutte le parti attendere dieci giorni prima di fissare l’accertmento.

27 luglio 2020 (modifica il 27 luglio 2020 | 13:50)

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